Il Po come risorsa di turismo sostenibile: lo studio in una tesi di laurea

Puo' il fiume più lungo d'Italia diventare una risorsa per il turismo locale? Se lo chiede Pierfrancesco Rainieri, studente di Architettura all'Università di Parma che sta portando a termine una tesi di laurea che ha l'obiettivo di proporre un nuovo modo di intendere il rapporto col fiume Po. Strutture ricettive, energia rinnovabile e rispetto del territorio, ma non solo: lo studio del giovane Rainieri può diventare davvero un'opportunità concreta, nel segno della sostenibilità.

 

 

 

Interventi lungo l'asta del fiume Po: luoghi e percorsi da vivere.

 

1)Quale questione teorica e quale tema del progetto? Quale è il metodo e quale è la tesi da sostenere?

 

Per la prima volta nella storia più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane. L’80% della popolazione vive attualmente in regioni metropolitane e si calcola che entro il 2025, si assisterà a una crescita demografica del 23%. Un processo di urbanizzazione di tali dimensioni e a ritmi cosi rapidi rappresenta una notevole sollecitazione nei confronti dei paesaggi fluviali, dall’agricoltura e della città. Il recupero di questi elementi paesaggistici essenziali attraverso uno sviluppo integrato può aiutare a garantire il futuro di tutti e tre. Prima che si possa pensare di procedere alla costruzione ex-novo in questo nuovo mondo urbano, si deve provvedere a intraprendere misure di manutenzione, conservazione o recupero. Lo sviluppo del recupero passa attraverso un ampio spettro di settori, dalla salute all’idrologia, dall’ingegneria dei materiali alla conservazione storica.

La domanda che bisogna porsi è, quindi, come dialogare con una condizione di abbandono del fiume Po? L’obiettivo che si vuole prefissare del progetto riguarda la sistemazione turistica fluviale, l'accesso e la fruizione dell'area lungo un tratto dell'ansa del Po (Pavia-Mantova) per inoltrarsi e analizzare nel dettaglio l’area della zona di Sacca, frazione del comune di Colorno (Pr), sede della motonautica parmense e tutt'oggi raduno internazionale di scafi entrobordo, corsa e punto di riferimento per tutti gli appassionati.

 

Lo studio prevede il potenziamento degli attuali percorsi su acqua integrati dagli itinerari a terra, in linea con il crescente interesse di valorizzazione di un turismo fluviale, e in generale su barca nel Delta del Po, in modo da creare un “sistema-visite” ricco e a favorire condizioni di frequentazione turistiche. Le finalità dell’intervento sono pertanto tese ad ottenere una riprogettazione e valorizzazione della capacità attrattiva dell’area mediante la realizzazione di diverse strutture (ristorante, club house, circoli sportivi, water playground e commemorativa) che facilitino e stimolino la fruizione turistica, con la creazione di una serie di tragitti e spazi.

 

 

2) Quale luogo, quale città, quale vicenda storica e quali proposte precedenti per il sito? Quale cultura del luogo?

 

La Padania territorio come pochi altri può essere considerato un libro di lettura ricchissimo di contenuti culturali particolarmente stimolante di nuove ricerche e di inediti interessi.

Il Po è un fiume dell'Italia settentrionale. La sua lunghezza, 652 km, lo rende il più lungo fiume interamente compreso nel territorio italiano, quello con il bacino più esteso (circa 71.000 km²) e anche quello con la massima portata alla foce, sia essa minima (assoluta 270 m³/s), media (1.540 m³/s) o massima (13.000 m³/s).  Ha origine in Piemonte, bagna cinque capoluoghi di provincia (nell’ordine Torino, Pavia, Piacenza, Lodi, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Ferrara e Rovigo) e segna per lunghi tratti il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna, nonché tra quest’ultima e il Veneto, prima di sfociare nel Mare Adriatico in un vasto delta con 6 rami. Per la maggior parte del suo percorso il Po scorre in territorio pianeggiante, che da esso prende il nome (pianura o valle padana). In ragione della sua posizione geografica, della sua lunghezza, del suo bacino e degli eventi storici, sociali ed economici che intorno ad esso hanno avuto luogo dall'antichità fino ai giorni nostri, il Po è riconosciuto come il più importante corso fluviale italiano.

E' sempre stato una via di comunicazione di grande importanza per il collegamento fra i paesi del Mediterraneo Orientale e il resto del mondo occidentale. Questa funzione fu limitata nel Medioevo da più cause, ma particolarmente dalle continue contese fra stati diversi che si affacciano sulle sue rive, anche se intervenivano poi trattati e convenzioni per assicurare il commercio del grano e del sale, del vino, delle spezie, dei tessuti di pregio e, spesso, degli schiavi. Già in questo periodo era incominciata una grande opera di bonifica della Padusa e dei Septem Maria, promossa da autorità sia politiche, come i duchi di Ferrara e Modena, sia ecclesiastiche, nelle proprietà di vescovadi o conventi, così come nelle terre contigue al Delta e appartenenti allo Stato Pontificio. La maggiore opera idraulica in questo contesto si ebbe a partire dal 1740 per iniziativa di papa

Benedetto XIV, che diede avvio ai lavori per la creazione del cosiddetto Cavo Benedettino, destinato a creare un alveo stabile al fiume Reno e ad immetterlo nell’ormai secco alveo di quello che era stato il Po di Primaro.

Rimanevano però alcuni problemi:

a) L’angolo troppo brusco che il Cavo Benedettino imponeva al Reno, creava, in quel punto, delle frequenti esondazioni.

b) L’inalveamento del Reno nel Po di Primaro non riusciva, di per sé a drenare le acque delle paludi rimanenti di quella che era stata la Padusa

c) Rimaneva da gestire l’alveo di quella che era stata la parte anteriore del Po di Primaro

d) Occorreva convogliare direttamente verso il mare le acque del fiume Lamone, che altrimenti si impaludavano e non potevano essere riassorbite dal Reno.

 

Fu Napoleone, nel 1807, a risolvere il primo dei problemi evidenziati, facendo costruite il cosiddetto Cavo Napoleonico, ossia un canale di collegamento tra il Reno e il Po, nella zona tra Cento e Bondeno, poco dopo la foce del Panaro, avente come principale funzione quella di

Scolmatore delle piene del Reno, o viceversa di quelle del Po. Quest’opera si rivelò estremamente efficace, soprattutto quando, a metà del ‘900, l’acqua in eccesso venne convogliata nel Canale Emiliano Romagnolo, il CER, che era stato creato al fine di irrigare i campi della zona inferiore dell’Emilia-Romagna, di solito più soggetti a periodi di secca. Le nuove istanze della tutela dell’ambiente e dell’esigenza di uno sviluppo sostenibile hanno condotto alla creazione di due Parchi Regionali del Delta del Po.

 

Ad oggi l'atteggiamento più largamente diffuso di fronte a quei paesaggi che, non si manifestano attraverso emergenze naturalistiche o segni dell'intervento dell'uomo di grande rilievo, è quello dell'indifferenza, di un generico disinteresse.

La stessa familiarità che ci lega al nostro ambiente, al paesaggio di casa nostra, nasconde spesso episodi ricchi di suggestioni sentimentali di immagini organiche dello spazio territoriale ed urbano nel quale viviamo. La grandissima parte dei rapporti visuali con l'ambiente che ci circonda, è contrassegnato da un senso di distrazione: per lo più ignoriamo il linguaggio attraverso il quale il paesaggio, inteso come risultato della sovrapposizione dei segni lasciati sull'ambiente da generazioni di uomini pregressi, si esprime.

 

 

3) Quali permanenze formali e quali stretti riferimenti alla cultura del progetto contemporaneo?

 

Come già precisato inizialmente nel punto 1) le tipologie di progetto che possono essere ritenute idonee a tale luogo sono:

 

-VALORIZZAZIONE E RI-PROGETTAZIONE: Ristabilire le connessioni tra il sito e il suo contesto circostante con l’utilizzo di percorsi pedonali, ciclabili e fluviali. Percorsi via acqua e terra:

a) sistema turistico fluviale (house boats), alla scoperta della enogastronomia, delle testimonianze artistiche ed architettoniche e del paesaggio dei paesi limitrofi.

b) sistema turistico ciclabile e itinerari a cavallo

c) stazioni per idrovolanti

 

Trasformare gli attuali spazi in ambienti più sostenibili da vivere e lavorare e porsi obbiettivi sul migliorando della biodiversità.

Promuovere sistemi know how locale per la produzione di energia elettrica attraverso sistemi che potrebbero riproporre i vecchi mulini.

 

- CLUB HOUSE: Recupero e riprogettazione di un sistema collettivo di abitazioni effimere, attraverso lo studio delle case sospese (baracche, barche) esistenti, ovvero costruzioni fluviali dalla caratteristica architettura a palafitta, tradizionalmente provviste sulla parte anteriore di una veranda coperta da tettoia.

 

Pochissime sono praticamente rimaste com'erano quando venivano costruite e utilizzate dai pescatori professionisti per il ricovero delle reti e degli attrezzi o il riposo notturno: realizzate completamente in legno (o materiali di fortuna) e aperte nel piano inferiore per lasciare defluire l'acqua del fiume in caso di alluvione e resistere così facilmente al passaggio della piena.

 

- SPORTING CLUB: L’obiettivo principale di questa iniziativa progettuale è l’inserimento, nelle aree di progetto, di edifici ed attività fra loro distinti ma finalizzati a creare in modo organico una risposta adeguata alla domanda di miglioramento delle attrezzature sportive di zona. Le funzioni sportive previste sono: motonautica, volo libero, pesca, golf, calcio, beach volley e altri.

 

- WATER PLAYGROUND: In questa nuova area saranno collocate differenti attività. La prima riguarda l’inserimento di fontane musicali d’acqua, che coinvolgerà il soggetto ospitante e paesaggio con giochi e suoni di vario genere; seconda da un piccolo cantiere gioco per bambini in cui potranno cercare, porsi problemi e capire come risolverli.

 

- COMMEMORATIVE: Struttura atta ad ospitare mostre che nascono dal desiderio di risvegliare l'interesse del pubblico sul rapporto esistito nel secolo appena concluso tra i personaggi che hanno abitato e lavorato il fiume Po, e anche sulla produzione artistica che da questo apporto deriva.

 

 

 

Pierfrancesco Rainieri, nato a Parma nel 1988, consegue il diploma in dottore in Scienze dell'Architettura all'Università di Parma nel dicembre 2012. Nel 2010 ha partecipato al workshop "Attrezzature comunitarie per Parma, Reggio e Modena" tenuto dal Festival dell'Architettura, classificandosi al primo posto. Nel 2012 ha partecipato al concorso di idee "Architetture residenziali per la sostenibilità" con Zero Energy Building, aggiudicandosi il quinto posto e l'esposizione al Future Build 2013 di Parma. Nel 2013 ha partecipato al concorso Taranta Power Station con la progettazione di un edificio multifunzionale. Nel 2014 ha partecipato al concorso Ecological Exhibition Temporary Pavullion, aggiudicandosi il secondo posto e una menzione speciale per la semplicità espressiva e il richiamo alla cultura delle esperienze dei padiglioni e allestimenti modernistia. Attualmente frequenta l'ultimo anno del corso di laurea magistrale in Architettura all'Università di Parma.