Un sogno da trasformare in realtà, ora o mai più

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Roberto Massa, sostenitore del progetto Lunezia.

Vorrei parlare di una nuova costellazione: Lunezia. Lontana dalle logiche di sistema solare

impositivo, come le due torri Bolognesi vorrebbero, con al centro una stella che non brilla. Noi, invece, una costellazione di astri dove l’attrazione verso Parma capoluogo non è frutto di

prescrizione e comando ma di puro interesse, richiamo e seduzione.

Quelli che Lunezia perimetra sono i nostri luoghi, quelli delle scampagnate, dei percorsi del

week end e della memoria, i nostri dintorni, le nostre vicinanze, la nostra pianura e il nostro mare.

La pianura che produce di terra e di industria, la montagna che, selvaggia e carica di passato e di magia, incanta e ritempra, il mare ,il sole dell’ovest e il porto delle partenze e dei ritorni.

Occorre, prima che i contorni possano diventare confine, creare sistema, stringere rapporti

forti e condivisi con i nostri vicini, creare quei legami che lascino una sottile linea perforata verso la centralità felsinea facile da strappare nel momento giusto come i francobolli di una volta che i tabaccai, con attenzione e impegno, separavano l’uno dall’altro. Legami nei trasporti, che ora non ci sono e se pur la costellazione sia disposta in modo simmetrico e semplice e prossima da raggiungere in auto è lontana anni luce se si utilizzano mezzi pubblici.

Uniamoci nello sport, nella condivisione di iniziative, di eventi e manifestazioni, creiamo un

network radiofonico che copra in modo completo il territorio. Apriamo l’aeroporto ai nostri vicini e cominciamo a scrivere Lunezia su qualche depliant di evento. Proclamiamo nei fatti quello che poi sarà più facile proclamare negli atti costituenti. Creiamo un luogo, per ora virtuale, dove l’unione di forze omogenee e vicine di spirito dia una valenza irrinunciabile alla nostra specificità, alla nostra provenienza, al nostro percorso per il quale molti hanno speso fatica, sudore e la vita quando è stato necessario. Una terra dove il procedere imprescindibile del tempo, con i cambiamenti che induce, non debba necessariamente significare perdita di identità e diluizione di quella peculiarità dei nostri trascorsi, con le vicissitudine di uomini e donne e gli eventi succedutisi che si chiamano semplicemente storia.

Questa terra d’erba e di argini, di pioppi e di fiume, di roccia e di castagne che nelle cime

lascia spaziare al mare è la Lunezia e suoi abitanti, che ne percepiscono le arcane emanazioni, sono consapevoli che un territorio può anche essere una riga dritta su di una carta geografica, ma questa non è una carta geografica e le righe non sono dritte ma seguono il percorso di fiumi, di crinali, di orizzonti ora piatti, ora scoscesi. I confini veri sono solo quelli in cui l’invadenza altrui e la perdita di sicurezza ti fanno arroccare sulle tue certezze alla ricerca di simili che nella forte territorialità vedono una salvezza all’incertezza e al fatalismo per sposare la determinazione a restare se stessi.

Creiamo a Parma, centrale e autorevole, quel baricentro territoriale dove altri comuni possano riconoscersi e sentire una forza centripeta verso concreti e riproducibili servizi di eccellenza come in questi anni siamo stati capaci di creare.

Tessiamo, d’ora in poi, con logiche più ampie, con misure più estese, con indole consorziale

e collettiva verso i nostri vicini. Dove possibile creiamo in sinergia servizi sul territorio, come

l’adozione in “multiproprietà” di un Canadair per gli incendi boschivi, di un elicottero per le altre emergenze in grado di intervenire per molteplici eventi, una rete di informazioni in tempo reale sulle emergenze climatiche, sulla disponibilità di servizi, di competenze professionali, del commercio, della ristorazione e quant’altro possa ragionevolmente essere di utilità alla collettività Luneziana che, per la sua disposizione, si presta molto bene ad un utilizzo condiviso di mezzi e risorse. Lavoriamo insieme per il benessere e la sicurezza creando attività coerenti con la situazione paesaggistica preservando i luoghi, come le montagne, dall’industria creando opportunità legate al turismo e alle produzioni limitate e peculiari.

Un sogno così impossibile che è capace ancora di infiammare uomini che la politica

nazionale ha disilluso e deluso; un’ utopia che, per la presenza di una congiunzione di spiriti eletti, possiamo adesso, insieme fare diventare realtà. Ora o mai più.


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